Crea sito
Liberty space
Icona RSS Icona email
  • PQEDITORI VI PRESENTA PIERPAOLO PASQUINI

    Pubblicato il 29th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Ci parli della sua formazione

    Pierpaolo Pasquini: Mi chiamo Pierpaolo Pasquini, ho 43 anni e da solo un anno e mezzo ho deciso di rituffarmi nel mondo dei comics non più come disegnatore ma stavolta anche come autore e sceneggiatore. Nella mia carriera artistica c’è stato però un buco di quindici anni. Forse all’inizio tutto si è sviluppato troppo in fretta e forse non c’era la testa giusta per affrontare questo difficile mondo. Comunque non sto qui a raccontarvi cosa è successo nel buco temporale, se no vi tedierei e non avreste puù la voglia di continuare a leggere.
    La prendo un pò corta… dunque a sei anni (hahahaha) mia nonna mi faceva passare i pomeriggi a disegnare nell’attesa che mia madre e mio padre tornassero da lavoro. Amavo ricopiare le copertine di Topolino. Facevo disegni su disegni e consumavo camion di Carioca e pastelli. Fino ai 10 anni. Quando passando davanti alla solita edicola dell’ormai buonanima signora Fernanda (ricordatevi questo nome!!!) l’occhio non mi cade su albi più grandi e più colorati di Topolino… Avevo scoperto i super-eroi. L’imprinting (come le papere) l’ho avuto con l’albo dei Fantastici quattro e 142 “Attak” (non la famosa colla) dell’Editoriale Corno e il colore arancione della cosa mi attirava. Cominciai così a ricopiare le vignette oltre che a leggere albi dei super-eroi. Crescendo, alle superiori, mi dilettavo a prendere in giro i miei cari professori mettendoli sottoforma di caricature. Cominciavo a “pubblicare” già le vignette che riprendevano i momenti clou della vita della classe V E. Poi partì per il militare e dopo un anno passato nelle armi (aeronautica) mi ritrovai all’edicola della mitica signora Fernanda. Questa signora parlando con un mio parente scoprì che sapevo disegnare e una volta, mentre stavo comprando un fumetto, mi chiese perchè non avevo pensato di iscrivermi alla Scuola internazionale di Comics che all’epoca stava due traverse dietro casa mia. Così feci. Mi iscrissi e il secondo anno già pubblicavo. I miei amici di corso avevano creato una serie chiamata Dark Side e a me è toccata la storia che narrava le origini del personaggio principale ovvero quel Pietro Battaglia che ha fatto poi la fortuna dei miei compagni di corso Roberto Recchioni e Massimiliano Leonardo (Leomacs). Dopodicè le nostre strade si divisero. Io non contento ho creato insieme ad un mio amico sceneggiatore Daniele Della Pietra una miniserie di 4 numeri autoprodotta che narrava le gesta di Cancer una spia super potenziata alla quale, un’agenzia segreta deviata, fa credere di essere un malato terminale e invece, con la scusa di curarlo, ne fanno un’arma da utilizzare a livello di guerriglia . Poi iniziò il periodo di black-out.

    A quale scuola grafica o artista si ispira

    Pierpaolo Pasquini:  I miei autori preferiti sono Magnus e Alan Davis. Mi rifaccio molto al loro modo di disegnare. Il primo è un genio che sarà difficile rivedere presto, anche se ci sono bravissimi disegnatori in giro. Ogni vignetta di Magnus è “la vignetta”. Alan Davis per me è invece un genio nell’aver rivisto e corretto il modo di disegnare i super eroi. Molto dinamici. Le scene di lotta poi… sembra che gli attori (i personaggi) danzino invece di picchiarsi. Un’altra cosa che mi colpisce di lui è che riesce anche a dare molta espressività ai volti dei personaggi da lui disegnati.

    Qual’è secondo lei la caratteristica principale del suo tratto

    Pierpaolo Pasquini:Il mio tratto è molto supereroistico e le influenze dei Maestri su citati lo hanno caratterizzato. Poi nel caso di Penombra essendo un horror si gioca ad appesantire le vignette con molti neri e un’inchiostrazione molto più marcata.

    Ci parli delle sue prime esperienze nel campo fumettistico

    Pierpaolo Pasquini: Ho iniziato a pubblicare nel 1994 su un albo della Phoenix intitolato Dark Side dove narravo le origini di Pietro Battaglia. Poi nel ’95 ho pubblicato una mini di 4 numeri intitolata Cancer. Attualmente sto collaborando con una rivista di Ladispoli, “Il curioso”, che mensilmente mi pubblica delle vignette umoristiche.

    Come nasce Penombra

    Pierpaolo Pasquini: Il progetto Penombra nasce dalla mia voglia di rientrare in gioco. In effetti ho iniziato con Dark Side, dove si parlava di vampiri, e quindi perchè non rientrare con una storia di vampiri, streghe, demoni e licantropi? Mi sono guardato in giro ed ho notato film su vampiri, libri su vampiri… Quindi mi sono detto perchè non sfruttare il tema del momento?

    Come nasce il personaggio di Eros

    Pierpaolo Pasquini: In più era il momento di X-FACTOR in tv dove c’era la figura carismatica di Morgan. Perchè no? Mi serviva un vampiro e chi meglio di lui ti da l’idea del vampiro? Tramite un’amica in comune gli ho scritto e gli ho fatto sapere che stavo per pubblicare Penombra e che stavo ispirandomi al suo personaggio. Si dice che chi tace acconsente e quindi mi son sentito tranquillo di portare avanti il mio progetto.

    Perchè ha scelto di ambientarlo a Roma

    Pierpaolo Pasquini:Poi mi serviva l’ambientazione. Una storia di vampiri e streghe doveva avere uno sfondo esoterico importante. Fino ad oggi nessuno aveva pensato di sfruttare Roma in un fumetto a parte qualche sporadica testata vedi “Valter Buio“. Roma con la sua storia, le sue luci e le sue ombre. E poi la Chiesa presente. Quindi la classica contrapposizione tra bene e male. Ma perchè stereotipare il bene? Probabilmente di solito chi pensiamo sia buono nei fumetti molto spesso risulta il contrario e lo stesso può valere per il cattivo che tutti pensano tale manifestersi al contrario buono. E basandomi su questa teoria ho scritto la prima storia di Penombra: un nuovo inizio, dove ho cercare di fare un cappello presentando superficialmente tutti i personaggi tra cui quello che diverrà. nel secondo capitolo di Penombra: anime morenti, il personaggio principale cioè Eros Castaldi (Morgan). Per fortuna ho incontrato in questo percorso un amico che si sta occupando della sceneggiatura delle ultime tavole del prossimo capitolo e del numero successivo, perchè scrivere e disegnare è davvero difficile. Il suo nome è Renato Umberto Ruffino.

    A chi sono ispirati i vari personaggi

    Pierpaolo Pasquini: Dentro Penombra girano vari personaggi. Devo dire la verità che non mi sono solo limitato ad ispirarmi a Morgan. I comprimari sono stati presi dalla mia vita di tutti i giorni. Tipo: per la vampira cattiva Sylvia mi sono ispirato ad una ragazza che fa la cassiera in un ferramenta, per Ester mi sono ispirato ad una mia ex vicina di casa e per la sua amica Manuela a una mia vecchia amica. Devo dire la verità ho inserito un amico fraterno in una vignetta dove c’è un ragazzo che accende una candela in una chiesa. Lui è il Santo raffigurato nel quadro. Una cosa importante è che comunque l’azione si svolge per lo più alla Garbatella che è facilmente riconoscibile dalla torre dove Sylvia ricerca coi suoi poteri Eros e dalle casette e chiesette che si vedono sugli sfondi delle vignette e dalla fontana magica Carlotta.

    Cosa ne pensa delle attuali produzioni cinematografiche sul tema vampirico

    Pierpaolo Pasquini: Per ritornare ai film sui vampiri, trovo giusto che questi siano stati rivisti e corretti in chiave moderna. A volte dandogli un taglio supereroistico. Su twilight la genialata non è tanto la melensa storia d’amore tra i due protagonisti ma il fatto che ogni vampiro ha un super potere che lo caratterizza sugli altri. Si questo mi piace.

    Ci parli dei sui progetti futuri

    Pierpaolo Pasquini: Per il futuro ho progetti che non so se si materializzeranno. Questo dipenderà dal mio lavoro che da adesso in poi dovrà essere sempre più di alto livello. Spero di avere la lucidità mentale la predisposizione giusta e il tempo giusto per fare tutto. Per prima cosa mi piacerebbe che Penombra possa trasformarsi in una serie ma dovrò trovare qualche casa editrice che possa avere la voglia e la possibilità di produrlo. Parallelamente a Penombra sto studiando un altro progetto che non c’entra nulla coi vampiri e mensilmente sto fornendo delle vignette umoristiche ad un giornale che esce a Ladispoli “Il curioso“. Vorrei fare tante cose e vorrei che questo diventasse il mestiere principale della mia vita e non più una “passione”. Ma bisogna lavorare duro e io mi sto rimboccando le maniche.

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

    Share and Enjoy:
    • Print
    • Digg
    • Sphinn
    • del.icio.us
    • Facebook
    • Mixx
    • Google Bookmarks
    • Blogplay
    • Twitter
    • Yahoo! Bookmarks

    I commenti sono chiusi.

Creare blog