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  • PQEDITORI VI PRESENTA IN ESCLUSIVA LUCA RAIMONDO

    Pubblicato il 14th giugno, 2011 pqeditori Nessun commento

    La nostra redazione è lieta di presentare uno straordinario esponente della scuola salernitana, un disegnatore che riesce ad abbinare virtuosismi tecnici e grande fluidità della narrazione. Per tutti gli amanti delle grandi chine vi presentiamo Luca Raimondo, artista di casa Bonelli ed eccezionale interprete di Dampyr, quasi certamente il miglior fumetto italiano in circolazione.

    1) Ci racconti cosa l’ha spinta a diventare disegnatore di fumetti?

    Credo, e penso che valga per tutti i disegnatori, che sia una passione innata, io non ricordo la prima volta che ho avuto la matita tra le mie mani. La passione vera sta nel raccontare storie attraverso le immagini, ma la vera svolta lo avuta quando a Salerno vi era un disegnatore di Dylan Dog, Bruno Brindisi; e quindi ho tentato. All’epoca ho presentato le mie opere, qualitativamente non un granché, e col tempo l’impegno e il lavoro sono riuscito a raggiungere un livello professionale, che mi ha permesso di disegnare un fumetto realistico, quindi dove occorre una certa conoscenza dell’anatomia e della prospettiva come quello bonelliano.

    2) A quale scuola grafica o autore si ispira in particolare?

    Ovviamente, essendo cresciuto con l’influenza grafica di Bruno Brindisi è possibile ritrovare nel mio tratto elementi tipici della scuola salernitana. Sono, inoltre, un ammiratore della scuola Franco-Belga, quindi anche della linea chiara. Essendo un lettore di fumetti a 360° cerco di riprendere gli elementi migliori dei vari autori. In verità la scuola grafica che meno mi piace è quella dei Manga

    3) Cosa ha significato per lei, come “Campano” riproporre le commedie di Edoardo de Filippo?

    “Qui sfondate una porta aperta”, o conosciuto Edoardo attraverso la commedia “Natale in casa Cupiello”, che a casa mia era un rito vederla a Natale. Col passare del tempo ho avuto la fortuna di conoscere altre opere di Edoardo, per il quale ho una certa venerazione, che reputo oltre ad uno straordinario commediografo e attore , un grandissimo maestro di vita. Quando la scuola di Napoli mi offrì la possibilità di realizzare un progetto grafico sulle commedie di Edoardo per me fu un sogno che si realizzava.

    4) Quale ritiene il personaggio più complesso da realizzare?

    Un personaggio, se ci limitiamo all’universo bonelliano, che sarebbe per me complesso da realizzare, è Nathan Never. Anche se ho collaborato con Roberto DeAngelis (disegnatore storico di Nathan Never), un esperienza che mi ha molto arricchito personalmente, non essendo un grande amante della fantascienza, ciò mi frena. Invece, non avrei problemi nel disegnare scene con i cavalli che è un punto dolente per molti disegnatori.

    5) Oggi è un importante disegnatore Dampyriano, ma come è stato il primo impatto con il personaggio?

    Dampyr è il personaggio che più avrei voluto realizzare, essendo appassionato di Horror, dopo Dylan Dog. Prima realizzare il personaggio ho riletto la serie, più per motivi personali che tecnici, in quanto le sceneggiature sono abbastanza autonome. Devo dire che l’impatto col personaggio è stata positiva, perché Boselli è uno dei migliori sceneggiatori Italiani ed Internazionali, in quanto non solo conosce il media fumetto, ma sa inserire in esso molti elementi culturali. Un altro aspetto affascinante, io definisco Dampyr  “Cosmopolita”, in quanto in ogni albo è ambientato in vari angoli del mondo, è questo spinge un disegnatore realista come me, ad informarsi e conoscere paesi ed ambienti molto distanti dai nostri. Infine, devo dire, che la qualità della testata è altissima in quanto vi sono eccezionali disegnatori, uno su tutti Maio; tanto è vero che scherzando dissi che mi avevano chiamato proprio per ridurre questa qualità troppo alta.

    6) Qualora vi sia divergenza sulla realizzazione di una tavola tra disegnatore, redazione e sceneggiatore, come risolvete le divergenze?

    Quando io ricevo una sceneggiatura, che già è stata visionata da Boselli, cerco di tradurla su carta rispettando quelle che sono le regole del fumetto bonelliano. Qualora vi siano delle divergenze, accetto quelle che sono le raccomandazioni e i consigli di Boselli.

    7) Secondo lei  quale è stato l’elemento che ha fatto di Dampyr un grande successo editoriale?

    Oltre la qualità media del segno grafico, vi è la sceneggiatura che è di un certo valore. Possiamo dire che Dampyr è un mix, riprende alcuni elementi culturali già visti in Martin Mystere, ovviamente Dampyr è più incentrato sui luoghi, permette un po’ di assorbire quelle che sono le atmosfere  degli ambienti dove si svolge la storia. Un altro elemento è la “continuity narrativa” e sicuramente personaggi ben caratterizzati.

    Uno dei punti di forza di Dampyr è la continuità degli intrecci narrativi, come ha cercato di collimare il suo tratto con quello di altri disegnatori che l’hanno preceduta in storie collegate alla sua?

    Una scelta Bonelliana, secondo me vincente, è stata quella di non omologare troppo i disegnatori dando la possibilità ai lettori di apprezzare diversi stili, sempre comunque legati alla corrente realista. Per realizzare Dampyr ho dovuto utilizzare meno la linea chiara, a vantaggio dei neri per rendere la atmosfere più adatte ad un Horror.

    9) Cosa manca a Dampyr per raggiungere i livelli di vendita di mostri sacri come “TEX” e “DYLAN DOG”?

    Personalmente ritengo sia molto difficile capire certe dinamiche, và detto che Tex per molti lettori è divenuto un appuntamento irrinunciabile, con affezionati che sicuramente non sono giovanissimi; lo stesso discorso può valere anche con Dylan Dog. Certo, è estremamente complicato, oggi, per vari motivi, ottenere certi successi di vendita, non dimentichiamo che Dylan Dog è nato più di venti anni fa e Tex più di cinquanta. Certo in tali successi vi sono elementi imponderabili.

    10) In conclusione: sta lavorando in nuovi progetti in Bonelli o al di fuori della Bonelli stessa?

    Circa tre anni fa ho iniziato una collaborazione con una casa editrice francese, spinto principalmente dalla mia passione per il fumetto Franco-Belga, esperienza alquanto complessa, che è avvenuta in un periodo di cambiamenti nella mia vita, e che circa un anno fa ho deciso di sospendere. Adesso mi dedico principalmente alla realizzazione di Dampyr, poi più in là vedremo nuovi progetti.

    Intervista a cura di Garofalo Ivano e Vitolo Pasquale

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