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  • PQEDITORI PRESENTA IN ESCLUSIVA:LORIS GIUSEPPE NESE

    Pubblicato il 29th agosto, 2011 pqeditori Nessun commento

    PQeditori è lieta di presentarvi un giovanissimo talento del disegno made in Italy, che si muove con disinvoltura dal realismo europeo al supereroistico americano, che abbiamo scoperto attraverso la fanzine “Zavana”, realizzata per Sarno a fumetti. Ecco a voi il futuro della scuola Salernitana: Loris Giuseppe Nese.

    Ci parli della sua formazione

    Loris Giuseppe Nese: La mia passione per il disegno nasce con la spensieratezza dell’infanzia, come diceva Kandinsky, l’arte è una cosa innata, insita in ognuno di noi. L’orientamento verso il fumetto è avvenuto alla lettura casuale di un albo di Dylan Dog disegnato da Saudelli, che mi permise di conoscere un diverso modo di interpretare il disegno, in particolare il massiccio uso dei neri mi aprì una nuova visione. Di qui mi sono diplomato al Liceo Artistico di Salerno.

    A quale scuola grafica o artista si ispira

    Loris Giuseppe Nese: Affascinato da Dylan Dog, ho iniziato a studiare tutti i disegnatori in generale della testata, si sono poco dopo susseguiti nella mia ricerca, scoprendo la Marvel, Caselli, Di Giandomenico, De La Torre, e di quest’ultimo mi affascinava non poco il modo di usare le ombre. Su questa linea passai ai contrasti di Frank Miller, per poi approfondire l’ombrosità intensa di Bermejo, Alex Maleev, Mignola, Tomm Coker, Kevin Nowlan. E’ chiaro che cerco di rifarmi alla scuola americana, quella più cupa.

    Quali sono gli aspetti salienti del suo tratto

    Loris Giuseppe Nese: Il mio disegno si caratterizza per il gusto per l’ombroso e linee veloci con le quali amo esprimermi, spesso sporche, o almeno è questo il modo di fare fumetto a cui miro, qualcosa che non sia troppo ponderato, ma più libero è veloce, istintivo.

    Come è nata la collaborazione con Zavana

    Loris Giuseppe Nese: Tutto nacque a Sarno del 2009, dove fui contattato da uno dei redattori, Daniele De Crescenzo, che mi propose di realizzare una storia per una nuova rivista che aveva in mente di creare, da lì contattai lo sceneggiatore Paolo Mazzeo, e tutto fu possibile. Tranne che per qualche indecisione iniziale, il progetto si è sviluppato in maniera scorrevole.

    Ci racconti del “Vecchio frac”

    Loris Giuseppe Nese: Paolo Mazzeo ha tratto la sceneggiatura del fumetto dall’omonima canzone di Domenico Modugno, e racconta una storia d’amore protratta oltre la morte. Difatti il protagonista è uno scheletro vestito di frac e cilindro che tutte le notti si anima per vagabondare nel cimitero con la speranza di rincontrare la sua amata, anche lei defunta. La narrazione si innesta con l’incontro tra lo scheletro e il custode del cimitero, avvenuto dopo che questi, una notte, accortosi di strani rumori, era andato a controllare cosa stesse accadendo. Dopo lo spavento iniziale del guardiano, i due intraprendono un discorso profondo sulla vita, la morte e l’amore. Alla fine il nostro scheletrico protagonista, stanco di una lunga e vana attesa, decide di porre fine alla sua seconda vita, lanciandosi da un ponte. La storia si conclude tristemente, con la voce dell’amata che risvegliatasi chiama il suo “sir”.

    Il “Vecchio frac” è in stile realista-europeo, lei si propone come un continuatore della scuola Salernitana

    Loris Giuseppe Nese: Propormi come erede della scuola Salernitana lo ritengo presuntuoso. Lo stile adottato, anche se da subito era suggerito dal genere di storia, è frutto della mia ammirazione per le tavole di Zaffino. Ma forse la cosa risulta ancora più presuntuosa.

    Quale ritiene il personaggio più complesso da realizzare

    Loris Giuseppe Nese: Suppongo tutti quelli di natura fantascientifica. Con la fantascienza è fondamentale iniziare a concepire personaggi ad ambienti in modo del tutto diverso rispetto a quella che è la normale visione del mondo, in maniera particolareggiata, ma al contempo senza strafare, affinché il tutto risulti comunque funzionale e credibile. Alla sintesi è lasciato ben poco spazio, dunque se non sei uno che ama il dettaglio credo sia bene cambiare genere.

    Cosa pensa del tratto Supereroistico americano e dello stile Manga

    Loris Giuseppe Nese: Come ho detto la maggior parte della mia ispirazione deriva dal mondo americano, di cui ammiro la sconfinata molteplicità di stili, aspetto invece estraneo a molte altre realtà. Non apprezzo gli eccessi sotto ogni punto di vista, che siano anatomici o di realismo. Mi ritengo alquanto ignorante circa il mondo dei manga, visto che non mi hanno mai interessato. Ma oramai bollarmi come avverso a quel mondo mi risulta difficile, dal momento che mi capita di dovermi ricredere di fronte a talenti incredibili. Quel che è certo, non sopporto l’approssimazione, che tale è, di troppi manga per ragazze.

    Vi è un personaggio italiano o straniero che vorrebbe realizzare

    Loris Giuseppe Nese: Già ascoltando i nomi degli autori a cui m’ispiro citati prima, è facile intuire che mi piacerebbe disegnare DaredevilHellboy o Batman, perchè ricchi di ombre e immersi in atmosfere tendenti al dark. Per la stessa ragione sognerei di realizzare in Italia Dylan Dog o Dampyr.

    Ci parli dei suoi progetti futuri

    Loris Giuseppe Nese: Al momento mi tengo in contatto con diversi editori, ma non vi è nulla di ufficiale, quindi preferisco non parlarne. Paolo Mazzeo è già al lavoro su una storia, che sarà disegnata da me, per il secondo numero della fanzine “Zavana“.

    E’ possibile ammirare altri lavori del giovane talento salernitano su  http://lorisgiuseppenese.blogspot.com/

    Di Garofalo Ivano e Vitolo Pasquale


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