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  • PQEDITORI PRESENTA IN ESCLUSIVA: L’INTERVISTA A MARCO BALLO’ IRON COPS

    Pubblicato il 22nd agosto, 2011 pqeditori Nessun commento

    Presentiamo nell’ambito dello special dedicato a Iron Cops l’intervista in esclusiva a Marco Ballò, il bravissimo disegnatore, che è riuscito a riportare gli Iron Cops su carta, in uno stile unico ed accattivante, che li rende una delle produzioni più esclusive dell’intero panorama nazionale.

    Perchè ha scelto di diventare un disegnatore

    Non è stato il mio sogno da sempre, ho scoperto di avere questa passione un po’ alla volta. Dopo la terza media mi ero preso un anno “sabbatico”, durante il quale non avevo fatto praticamente nulla;  passavo il mio tempo a guardare cartoni animati, leggere fumetti e soprattutto disegnare. All’ inizio mi limitavo a realizzare solo illustrazioni; solo successivamente, visto che leggevo fumetti ( Marvel e manga) mi venne l’ idea di provare a disegnare dei piccoli racconti. Sicuramente era un lavoro più complesso, ma anche più stimolante. L’anno successivo cominciai la scuola superiore, ma la voglia di disegnare mi era rimasta, e col tempo per me era diventata molto di più che un passatempo.

    Ci parli della sua formazione culturale.

    A dire il vero non ho fatto granché, al di là del fumetto.  Non ho frequentato nè scuole e nè corsi di disegno; mi era capitato di realizzare qualche illustrazione per dei manifesti e per delle riviste e una volta avevo realizzato ritratti e disegni per bambini durante l’ inaugurazione di un centro commerciale, ma poca roba comunque.

    Come disegnatore a quale scuola grafica o artista si ispira 

    Mi sono sempre piaciuti i manga ma il fumetto che ho letto di più è stato spiderman.  Inizialmente pensavo di fare il furbo copiando lo stile manga, visto che veniva realizzato con linee chiare molto semplici, lo vedevo molto più facile da imitare in confronto allo stile supereroistico, che era di sicuro molto più realistico e pieno di ombe, che a me terrorizzavano. Ma presto mi ero reso conto che se non si hanno le basi, anche il disegno più semplice risulta difficile. Era esattamente l’ opposto di quello che pensavo io; solo dopo aver appreso le basi si riesce a carpire l’ essenza del disegno e ci si può permettere di sintetizzare al massimo il proprio stile. Mi sono ispirato a diversi disegnatori Marvel ma il loro tratto on mi riusciva bene e mi stancava dopo poco tempo; questo anche perchè  commettevo l’ errore di imitare stili troppo lontani dal mio. Dovevo trovare qualcuno con un tratto che si avvicinasse il più possibile al mio. Insomma alla fine quello che ho seguito di più è stato Alan Davis, poi ho smesso di seguire anche lui. Ora ho un mio stile, ma non lo reputo ancora come definitivo, ci sono ancora particolari che vorrei perfezionare.

    Ci può dire cosa ne pensa del tratto superoistico americano e dei manga nipponici

    Sarà che appartengo a un’ altra generazione ( ho 38 anni), adoravo disegnatori come John Byrne, Arthur Adams, Alan Davis, Jim Lee, poi il tratto supereroistico, a mio parere ha raggiunto il suo apice con Joe Madureira. Ho smesso da tempo di leggere albi americani; mi capita molto raramente di  sfogliarne qualcuno. E’ ammirevole che molti artisti cerchino di ravvivare i fumetti con stili molto particolari, ma molti a mio parere risultano troppo freddi. I manga sono una vera figata! i giapponesi riescono a caratterizzare benissimo i loro personaggi anche con tratti molto semplici; hanno buon gusto per le cose e riescono a creare l’ ambiente giusto per i loro racconti.

    Quale sono state le sue prime esperienze professionali 

    Premetto che non ho pubblicato molto. Tempo fà, con un gruppo di amici ci occupavamo di una rivista di satira e fumetto autoprodotta. La prima storia che avevo pubblicato su quella rivista raccontava di un ragazzino dei giorni nostri con la passione per i pirati e in particolar modo per le avventure di Francis drake. Un giorno il protagonista viene magicamente trasportato nell’ epoca di drake, e affrontava delle avventure insieme al suo eroe. Avevo realizzato solo i primi due episodi poi tutto si era fermato.

     Ci racconti il primo impatto con Iron Cops 

    Direi un impatto positivo. Ho conosciuto Giuseppe Cafaro, l’ autore degli IRON COPS, venendo a conoscenza del suo concorso per fumettisti esordienti. Giuseppe aveva intenzione di lanciare il fumetto degli iron cops ma non riuscendo a trovare un disegnatore, mi propose il progetto visto che gli piaceva il mio stile e tra l’ altro avevo anche vinto il suo concorso.

    Non è stato un trauma per me, perchè i personaggi sono simili ai supereroi americani, quindi posso dire che ero nel mio ambiente.

    Quale ritiene essere la peculiarità di Iron Cops 

    Trattandosi di un gruppo, ognuno ha il suo carattere e personalità, quindi penso che ogni lettore potrà affezionarsi sicuramente a qualcuno.

    Che differenza vi è tra il disegno a colori e quello in “bianco e nero” 

    C’ è una sostanziale differenza. Quando si tratta di realizzare un fumetto in bianco e nero, devi metterti in testa che sei da solo, e perciò devi pensare tu a tutto per cercare di rendere le scene più complete possibile, e dare anche le giuste atmosfere. In caso di fumetto a colori invece sei più avvantaggiato e  fin dove è possibile potresti anche tralasciare qualcosa. Per farti un esempio, se una scena prevede un cielo nuvoloso, nel fumetto in bianco e nero devi occupartene tu, in quello a colori puoi anche lasciare lo spazio in bianco, poi se ne occuperà il colorista con le giuste tonalità di colore.

    Nella costruzione della tavola quale ritiene essere l’elemento di maggiore criticità 

    Di solito l’ incubo peggiore dei fumettisti sono le scadenze. Io per adesso non ho avuto questo problema visto che non lavoro regolarmente per nessun editore, anche se qualche piccola scadenza l’ ho avuta anch’ io. Ma sai che ti dico? spero di averlo anch’io quell’ incubo, significherà che ho realizzato un sogno.

    La maggiore difficoltà per me sono realizzare tutte le figure meccaniche, quindi macchine, moto, aerei, robot, ecc..per lo meno quando li disegni le prime volte,poi una volta memorizzata una forma diventa più semplice. Mentre  le figure umane grossomodo sono sempre le stesse, per le altre cose non è cosi, ogni apparecchiatura ha il suo design. Ad esempio se si tratta di realizzare un modello di aereo realmente esistente, se non si hanno abbastanza riferenti fotografici o nessun video, occorre lavorarci un po’ a seconda dell’ inquadratura che devi realizzare.

    Ci parli dei sui progetti futuri. 

    Per il futuro vorrei provare a proporre qualcosa utilizzando le opportunità che offre internet, magari anche pubblicando fumetti online. Però non mi dispiacerebbe affatto lavorare per qualche serie importante. mai dire mai nella vita!

     Di Garofalo Ivano

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