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  • PQEDITORI PRESENTA: FABIANO AMBU

    Pubblicato il 27th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Per gli amanti del sangue e delle serie vampireche, per tutti coloro che sanno riconoscere il disegno d’autore, oggi siamo lieti di presentare una delle migliori matite italiane, che riesce a realizzare delle avventure dampyriane  assolutamente uniche, come è unica per bellezza la sua Tesla. Qui per voi il “tormento ed estasi” della china, il grande Fabiano Ambu.

    Ci parli della sua formazione

    Fabiano Ambu: Ho frequentato l’accademia di belle arti per quattro anni, poi ho acquisito un diploma come architetto d’interni presso lo Ied (Istituto Europeo di Design). Il fumetto è sempre stata la mia passione, quando mi trasferii a Milano da Cagliari, andai in Bonelli e presentai alcune tavole, dopo quattro anni venni chiamato sulla serie su cui speravo di lavorare, cioè Dampyr.

    A quale scuola grafica o artista si ispira

    Fabiano Ambu: Guardo molto i fumettisti classici come Toppi, Battaglia; attualmente mi piace molto J.H.Williams III, che lavora per la DC Comics su Batwoman e Batman. Per quanto riguarda gli sfondi e le ambientazioni guardo il fumetto francese ma diciamo che osservo un po’ tutti gli stili e le soluzioni grafiche. Posso però affermare con certezza che la maggiore influenza sul mio tratto è data dalla passione verso le opere di Dino Battaglia.

    Quale ritiene essere l’elemento caratterizzante del suo tratto

    Fabiano Ambu: Credo che il mio tratto si caratterizzi per essere sporco, tendo molto ad utilizzare i neri e i grigi, per questo Dampyr è una serie che si adatta perfettamente alle mie caratteristiche stilistiche. Più avanti vorrei utilizzare una matita più pulita, sempre se il mio carattere me lo concede.

    Ci parli delle sue prime esperienze lavorative

    Fabiano Ambu: La mia prima esperienza lavorativa è stata L’Insonne con Giuseppe Di Bernardo.
    Giuseppe è un disegnatore di Diabolik, ha creato e sceneggiato le avventure di Desdy Metus (L’Insonne), questo fumetto ha dato visibilità a tanti disegnatori emergenti. Quando arrivai su L’Insonne era alla seconda edizione, devo dire che è stata dura perché credevo di poter fare tranquillamente 94 tavole, alla fine per completare il tutto mi dovettero affiancare un altro disegnatore, da giovani si pensa di spaccare il mondo eh eh. Il mio tratto allora era diverso rispetto ad oggi in quanto le matite erano più pulite e il tratteggio ancora acerbo, ma già si intravedeva qualcosa del mio stile attuale.

    Come è stato il primo impatto con il personaggio (Dampyr)

    Fabiano Ambu: Devo dire che graficamente Tesla e Kurjak li ho catturati subito, mentre il più complicato è stato proprio disegnare Harlan, malgrado fossi un accanito lettore.
    Ho cominciato a leggere Dampyr dai primi numeri, tanta era la passione per la serie che sono le uniche prove Bonelli che ho presentato, volevo realizzarne una storia a tutti i costi.
    Inoltre, io amo il modo di scrivere di Boselli, in realtà volevo lavorare su Harlan proprio per collaborare con lui e continua ad essere una grande esperienza formativa lavorare con Mauro ( Boselli), è testardo e orgoglioso quanto un sardo per questo ci lavoro bene. Harlan è complesso da disegnare, perché non è il classico bello, i tratti del volto sono particolari.

    Ci parli della casa di Faust

    Fabiano Ambu: La casa di Faust si trova a Praga ed è stato bellissimo sapere di lavorare ad un storia di Dampyr con quest’ambientazione. Su questa storia ho un aneddoto carino da raccontare, non avevo mai visto questa struttura, quindi mi dovevo basare su alcune fotografie, ad un certo punto per riequilibrare una vignetta dovetti disegnare un albero. Mauro Boselli mi disse – sé l’albero non c’è in quella piazza, lo devi togliere dalla vignetta – e alla fine, non sapendo se l’albero c’era o meno lo tolsi. Quando andai a Praga, andai a visitare questo posto “e l’albero c’era veramente”, questo per capire quanto è meticoloso e curato il lavoro su Dampyr e quanto rispetto c’è per i lettori. Devo dire che è stato un lavoro impegnativo, perché ho rappresentato personaggi in costume e ho dovuto, oltre la documentazione allegata alla sceneggiatura, fare molte ricerche ma per un ex scenografo è l’aspetto divertente del mestiere.

    La forza di Dampyr è la continuità degli intrecci narrativi, come cerca di far collimare il suo tratto con i disegnatori che l’hanno preceduta

    Fabiano Ambu: No, questo problema non si pone. Le ambientazioni devono essere simili in tutti gli albi, lo stile invece cambia, sono convinto che sia questa la forza di Dampyr, realizzare atmosfere gotiche, nebbiose ma dove ogni disegnatore può esprimere le proprie caratteristiche. Basta guardare Alessandro Bocci, che ha un tratto pulito e lineare, mentre io ho un tratto più sporco e graffiato, oppure Santucci, che invece utilizza delle inquadrature molto dinamiche ed un tratto alla Neal Adams.
    Dampyr è una serie che vanta veri talenti del fumetto e sono felice di far parte dello staff.

    Secondo lei cosa manca a Dampyr per raggiungere lo stesso successo editoriale di Tex o Dylan Dog

    Fabiano Ambu: Tex è come Superman, sono personaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo, sono radicati in generazioni e generazioni di lettori. Per quanto riguarda Dylan Dog credo che sia stato molto importante il periodo storico in cui è nato, in quegli anni la gente voleva l’horror lo splatter e Sclavi è stato un maestro ad offrirgli tutto questo con splendide ambientazioni surreali. Sinceramente, credo che Dampyr non sia qualitativamente inferiore a queste testate lo dimostra che dopo dieci anni è ancora in salute ed in edicola.

    Quando vi sono contrasti sulla tavola come risolvete il problema

    Fabiano Ambu: Quando lavori con uno sceneggiatore/editor com’è Boselli l’ultima parola spetta a lui, di solito non abbiamo particolari discussioni. Può capitare di proporre un’inquadratura diversa rispetto alla sceneggiatura e la si valuta insieme se funziona. Con la redazione ho un ottimo rapporto, devo dire che l’ambiente Bonelli è molto familiare non ci si può trovare che bene.

    Ci parli dei suoi progetti futuri

    Fabiano Ambu: Adesso sto ultimando una storia di Dampyr, ho un con la Star Comics per una miniserie dove sono il creatore grafico e realizzo le cover. Mi dedico anche all’Artists Alley il gruppo di cui facciamo parte io, Marco Santucci e Alessandro Bocci, attraverso lo stand presente nelle varie fiere del fumetto diamo vita alle nostre auto produzioni, questo ci permette di sperimentare nuovi stili grafici.

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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