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  • PQEDITORI PRESENTA: DAVIDE BRIDA

    Pubblicato il 4th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Oltre  hai campioni del disegno italiano cerchiamo di proporvi alcune nuove leve, che fanno ben sperare nel futuro, oggi è il turno di una di queste. Stiamo parlando del giovane sceneggiatore e disegnatore Davide Brida, un concentrato di estro che potete ammirare nei lavori della Mad Monkey Studio.

     Ci parli della sua formazione

    Davide Brida: Posso dire che la mia passione per il fumetto è nata quand’ero piccolo.
    Il primo impatto è arrivato con i cartoni animato e solo dopo i fumetti.
    Questa passione mi ha portato a frequentare, prima una scuola di grafica e solo in un secondo memento ho pensato di frequentare La Scuola del Fumetto di Milano.
    Anche se sono due mondi e professioni ben distinte, cerco di far confluire le nozioni una nell’altra.
    Cercando di creare qualcosa di diverso da quello che si vede in edicola o nei negozi specializzati.

    Quale scuola grafica o artista ha influenzato maggiormente il suo lavoro

    Davide Brida: Come accennato prima, cerco di rendere uno stile grafico e sintetico, per via della mia formazione grafica.
    Al contrario di chi è più accademico e cerca di arricchire, a volte anche troppo, il disegno.
    Seguo certe caratteristiche tipiche dei manga o certi stili americani, che rispecchiano il mio ideale di sintesi.
    Cerco di capire quale ragionamento c’è dietro ad una semplificazione e la adatto a quello che so fare.
    Il puro ricalco non serve a nulla, visto che sia il pubblico che gli editori se ne accorgono.
    Per fare dei nomi Akira Toriyama, Go Nagai, Stuart Immone, Kieron Dwyer e John Romita Jr.

    Quale ritiene essere la fase più complessa nella realizzazione di una tavola

    Davide Brida: Sicuramente la parte più complessa è lo storytelling delle tavole.
    Come per i registi, è complesso riuscire a trasmettere emozioni, di qualsiasi tipo, con delle scene “finte” (visto che si tratta di un film, quindi finzione) e in maggior ragione in un fumetto.
    Costruire l’inquadratura giusta, gestire la presenza scenografica etc. etc. sono gli elementi più difficili da gestire. In più tutto questo deve svolgersi lungo una serie di scene e c’è sempre il rischio che magari un’azione, gestita anche bene, a qualcuno comunica qualcosa, mentre ad altri non suscita nulla.

    Come sceneggiatore da dove cerca si prendere spunto per realizzare una trama avvincente

    Davide Brida: Qualcuno più intelligente di me ha detto: “noi siamo il frutto delle nostre esperienze” e credo fermamente in questa visione dell’esistenza.
    Se una persona ha letto molti libri, ha visto molti film, mostre fotografiche… Vuol dire che nel suo cervello ha immagazzinato una quantità tale di informazioni che gli permettono di andare avanti.
    Avendo queste basi, poi basta anche una piccola cosa per far scattare la scintilla.
    Una notizia al telegiornale, un articolo che hai letto su una rivista, qualcosa che ti ha interessato di un documentario, oppure, come succede spesso, quando vedi un film e ti dici: Io lo farei così!
    In più c’è la genialità di riuscir ad afferrare delle idee che sono già presenti nell’aria.
    Per via di una situazione politica o religiosa.
    In questo i narratori di genere sono dei cani da tartufi.
    Non a caso in un momento storico dove nulla è certo, dove non si sanno più chi sono i cattivi e i buoni, le storie di super eroi vendono bene sia nelle fumetterie che nei cinema.

    Vi è un autore di fumetti al quale si ispira

    Davide Brida: Dirò un’eresia, ma non mi ispiro ad altri autori.
    Perlomeno non nel mondo del fumetto.
    Mi ispiro a scrittori che ho conosciuto quand’ero ragazzo:
    Clive Barker, Ian Flaming, Richard Matheson (Io sono leggenda è uno dei romanzi di genere più belli che siano mai stati scritti), Pierre Boulle e Jack Finney…
    Oltre a registi che ormai hanno fatto la storia.
    Sopra a tutti Alfred Hitchcock, John Carpenter, Joe Dante, Spielberg…
    È sempre stato un ciclo continuo: una volta i fumetti e i romanzi cercavano di prendere la narrativa e le atmosfere dei film, oggi come oggi sembra essere il contrario.
    Forse per mancanza di idee.

    You are alive come nasce

    Davide Brida: Sono un appassionato di film di genere e in particolare di horror.
    La malattia incontrollabile, i morti che ritornano in vita per farcela pagare… sono sempre stati dei tarli che mi hanno martellato nella testa.
    I vampiri e i lupi mannari sono delle creature partorite dalla nostra mente, ma la psicosi di una malattia o una peste nera che rischia di decimare la razza umana è storia e una cosa molto attuale.
    Quindi molto più realistica di quello che si pensi.
    Ora non dico che domani vi svegliate e i vostri vicini si sono trasformati in zombie.

     Conclusa la premessa passiamo alle cose concrete.

    Il progetto è nato nel lontano 2002.
    L’attentato alle torri gemelle produceva ancora i suoi effetti.
    Un certo Danny Boyle sconvolge il mondo riportando alla luce in modo serio e concreto, la paura di un’infezione.
    E li mi sono chiesto come sarebbe bello se qualcuno facesse una serie dedicata solo al mondo degli zombie.
    Così ho iniziato a pensarci e a scrivere e a riscrivere, poi purtroppo le esigenze della vita ti portano a dedicarti a cose concrete (il lavoro) e la cosa era stata accantonata.
    Qualche anno dopo si sentivano arrivare degli echi di una serie americana che stava spopolando: The walking dead. Finalmente qualcuno l’aveva fatto.
    Allora capii che le mie idee si potevano portare su carta da disegno.
    Così è iniziata la produzione, solo che non volevo delle storie iper realiste come nella serie americana, volevo qualcosa di vecchio stampo. Volevo l’avventura, non la sopravvivenza.
    Naturalmente anche quest’ultima c’è, in fondo è sempre un mondo pieno di zombie.
    Non volevo personaggi che si piangessero addosso o che facessero filosofia.
    C’è un mistero, qualcosa che mi stimola e c’è uno zombie che mi sbarra la strada?! Beh, prendo una trave o qualsiasi cosa che posso usare come un’arma e inizio a spaccare crani.

    Quale è stata la fase più critica della lavorazione della suddetta opera

    Davide Brida: Sicuramente la fase editoriale, rispetto a quella produttiva.
    Come quelli del settore sanno ci sono spazi e tempi da calcolare e da rispettare. Per non parlare dei costi.
    Questo mette delle briglie e dei freni alla creatività.
    Non mi sto lamentando, visto che ho avuto carta bianca su tutto, ma un conto è avere 64 tavole su cui puoi raccontare un altro conto è averne a disposizione 120, dove si può raccontare tutto.
    Lo storytelling che dicevo prima.

    Ci parla del suo rapporto con Stefano Leandri e Vincenzo Raimondi, gli altri creativi della MMS

    Davide Brida: Sono amici, collegi… Sicuramente li inviterò al mio matrimonio. Scherzo.
    È una cosa che non avverrà nel prossimo futuro.
    Che dire, sono due scalmanati e psicopatici del fumetto come me.
    Ci conosciamo da anni, abbiamo fatto assieme la scuola del fumetto di Milano.
    Una volta usciti dal grembo protettivo della scuola ci siamo trovati in un mare aperto pieno di squali. Chi fa questo mestiere sa di che sto parlando.
    Dopo varie truffe e raggiri ci siamo fermati a riflettere: se Maometto non va alla montagna…


    Così al posto di stare a lamentarci e pensare a quello che non va come fanno molti, ci siamo inventati il MMS.
    Così questa volta eravamo noi gli squali.
    Ora, siamo giovani e anche con poca esperienza, però abbiamo la coscienza accogliere tutte le critiche sia dagli altri editori, sia dai professionisti e soprattutto dai fan.
    Come gruppo cerchiamo di coprirci a vicenda, come nei team di lavoro.
    Abbiamo personalità e un modo di vedere le cose uno diverso dall’altro, ci rispettiamo, molte volte ci dobbiamo venire in contro.
    Avere questi punti di vista esterni, almeno per me, è una cosa positiva perché ti da lo stimolo per cambiare, migliorare e cercare di fare le cose al meglio.

    Un piccolo accenno al suo futuro professionale

    Davide Brida: Adesso sono concentrato sul MMS per cercare di farlo crescere.
    Sto lavorando ai prossimi numeri di You are alive e di M.I. underground e una piccola cosa che uscirà spero a Gennaio.
    Vorrei lavorare o far conoscere i nostri volumi all’estero, questa è una cosa su cui punto.
    La speranza è l’ultima a morire.
    Se alla lettura c’è un editore straniero potete contattarmi!!! Scherzo.

    http://brdentertaiment.blogspot.com/

    http://brd-entertaiment.deviantart.com/

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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