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  • INTERVISTA ESCLUSIVA AD ELENA CASAGRANDE

    Pubblicato il 22nd settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Ci parli della sua formazione

    Elena Casagrande: La mia formazione è iniziata alla scuola Internazionale di Comics di Roma, successivamente sono divenuta assistente di David Messina, un insegnante della scuola. Con lui ho incominciato a prendere contatti con la casa editrice americana IDW, ho incominciato a frequentare le fiere, come quella di New York, e così sono in contatto con la Marvel.

    A quale scuola grafica o artista si ispira in particolare

    Elena Casagrande: Inizialmente mi ispiravo alla scuola sudamericana, soprattutto a Risso con il suo gioco di bianchi e neri ed un segno molto pulito, per poi passare a Mignola sempre per la stessa scelta stilistica. Attualmente ho cambiato stile, mi sono avvicinata al fumetto Dago conoscendo Carlos Gomez, che ha un tratto più veloce e più fresco. Infine un autore che sto ammirando molto è Tommy Lee Edwards.

    Quale ritiene essere l’elemento caratterizzante del suo tratto

    Elena Casagrande: Oggi credo sia l’uso di tratto sporco e istintivo, che però definisce bene i contorni.

    Ci parli delle sue esperienze lavorative

    Elena Casagrande: Ho fatto un periodo di gavetta, come assistente all’inchiostrazione e alle matite. Successivamente ho ricevuto un lavoro dalla IDW, Ghost Whisperer, dove per la prima ho curato tutto da me, dall’inchiostrazione alla supervisione del colore. Da lì ho cominciato la mia carriera personale, inizialmente affiancando ancora qualche lavoro da assistente con progetti da “solista”, per poi dedicarmi del tutto titoli dove ero la disegnatrice ufficiale, come su Angel (IDW). Dal 2009 lavoro saltuariamente con la Marvel, nella speranza che possa diventare qualcosa di più continuativo.

    Ci parli della sua esperienza Italiana

    Elena Casagrande: In Italia ho avuto un’ esperienza abbastanza limitata, ho collaborato con Cronache di Topolinia e successivamente ho disegnato per la Star Comics per la quale ho realizzato la seconda parte di una storia, “La Strega di Jakara” sull’albo “Altri Mondi”, e una copertina per Jonathan Steele. Infine ho fatto due pagine per due numeri della rivista Mono edito dalla Tunuè.

    Come è stato l’impatto con la Marvel

    Elena Casagrande: All’inizio essendo sempre stato un gran “traguardo” da raggiungere, avevo un certo timore reverenziale. Tutto partì da una fiera che frequentai a New York dove conobbi Cebulski, al quale feci presente che avevo partecipato al ChesterQuest, un concorso da lui organizzato per trovare nuovi talenti, che però non vinsi. Trovandomi li gli presentai i miei lavori e lui mi disse di tenerci in contatto; poco dopo lo rincontrai a Mantova e da li incominciò questa mia collaborazione con la Marvel, che periodicamente mi invia lavori da svolgere.

    Come ha cercato di personalizzare un personaggio storico come Spiderman

    Elena Casagrande: In realtà di Spiderman ho fatto solo poche pagine: nella prima storia, “A Chemical Romance” su “Marvel Heartbreakers”, per renderlo al meglio ho cercato di divertirmi prima io, quindi ho avuto un approccio un po’ da fan, comunque rispettando i canoni del personaggio. Quando ho aiutato Sara Pichelli su Spieder-Man Ultimate, ho cercato di ricalcare il suo stile per dare all’albo una coerenza stilistica. Di totalmente mio c’è poco, perché essendo all’inizio ci vado con i piedi di piombo e con rispetto dei grandi artisti che mi hanno preceduto.

    Come è stato lavorare con gli editori italiani

    Elena Casagrande: Per la mia breve esperienza posso dire che per l’ottanta per cento il rapporto è stato positivo, anche se , di negativo c’è, che spesso si parla tanto ma quantizza poco. Poi avendo avuto la fortuna di avere sempre impegni con l’estero, non ho più fatto prove ne stretto contatti con editori italiani. Comunque posso dire che tale esperienza è stata abbastanza positiva.

    Quale personaggio non ha ancora realizzato ma vorrebbe realizzare e perché

    Elena Casagrande: Vorrei realizzare Batman, perché mi piace il personaggio, il fatto che lui stesso sia pazzo, che abbia una psicologia così complessa; inoltre, sono attratta dalle atmosfere gotiche, buie e dark che caratterizzano l’universo “dell’uomo pipistrello”

    Ci parli dei suoi progetti futuri

    Elena Casagrande: Adesso ho ultimato un numero di Hulk e spero c’è ne siano altri, inoltre sto lavorando per la IDW sulla terza serie di True Blood come inchiostratrice, e poi si vedrà.

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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