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  • PQNEWS VI PORTA IN BRASILE

    Pubblicato il 1st ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Come molti sanno il web elimina i confini, permette a persone lontane migliaia di km di comunicare senza problemi, ma anche di essere copiati dall’altra parte del mondo. Frequentemente le nostre interviste vengono ripubblicate su vari blog/siti italiani e noi siamo ben lieti di concederle, ma essere copiate di sana pianta e tradotte in portoghese non c’è lo avremmo mai aspettato.

    Infatti, il blog brasiliano di Dampyr sta copiando le nostre interviste ai vari disegnatori dampyriani senza chiederci il permesso, ma non ci dispiace, perchè solo quando ti iniziano a copiare sei diventato conosciuto.

    Domani una sorprese per tutti i nostri lettori, non perdete l’appuntamento.

    La redazione

  • UNA DONNA DA FAVOLA BY QUALANO

    Pubblicato il 1st ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Oggi vi presentiamo una nuova,  se ci permettete bellissima, creazione di Pasquale Qualano. Il poliedrico artista ha realizzato una Cenerentola da incanto; questa ed altre meraviglie le potete ammirare il 15 e 16 ottobre presso la medioteca di Cava de’Tirreni.

    Vi mostriamo la cover realizzata per Grimm Fairy Tales Cinderella, in serie limitata, appena 500 esemplari.

  • PQNEWS

    Pubblicato il 30th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Buon pomeriggio ai nostri affezionati lettori, PQeditori ringrazia maggiormente tutti voi che quotidianamente visitate le nostre pagine, ed è sopratutto grazie a voi che il nostro portale online è diventato “Grande”. Conclusi i ringraziamenti, vi aggiorniamo sul nostro programma che pubblicheremo in questo week-end, sabato come ben sapete, sarà presente un articolo su Pasquale Qualano che ci mostrerà attraverso il suo lavoro innumerevoli novità, a seguire domenica ci saranno novità ed aggiornamenti nel mondo del Fumetto, ovviamente non vi sveliamo ulteriori dettagli in merito. PQeditori vi augura buona lettura, e un felice week-end.

    La Redazione

  • BULLET BALLAD

    Pubblicato il 30th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento
    Bullet Ballad è una nuova graphic novel italiana realizzata dallo sceneggiatore Alessio d’Uva e dal disegnatore Arjuna Susini.
    Un thriller con venature horror, che riesce a trasportare il lettore in una dimensione a cavallo tra sogno e realtà. Una produzione di cosi alto livello non poteva sfuggirci ed ecco qui per voi le caratteristi salienti, raccontate dallo sceneggiatore Alessio d’Uva:

    I personaggi principali:

    James Doharty: è il protagonista della storia.

    Sta passando il peggior periodo della sua vita. Ha ucciso il suo collega ed è diventato il corriere per la malavita.

    Proprio per questo affronta questo viaggio verso il Messico: per una strana consegan che vorrebbe fosse l’ultima.

    In più ha le allucinazioni e la coscienza sdrucita che non gli fa dormire sonni tranquilli.

    Paul Berry: sergente a capo della Sottostazione di Wexdale dell’ufficio del dipartimento dello sceriffo della contea di San Diego.

    Paul, 40 anni, è un ometto un po’ sovrappeso che ama/odia la tranquillità della sua area di responsabilità che comprende le cittadine di Wexdale, Campo, Dulzura, Tecate, Cameron Corners, Lake Morena Village, and Potrero. Per un totale di circa 8000 anime.

    Vive appollaiato sulla sedia davanti al suo ufficio con i piedi poggiati sulla ringhiera in legno. È un uomo buono, ma non per questo un “tontolone”.

    È un sognatore e spera che prima o poi qualcosa arrivi a smuovere la noia nella cittadina di Wexdale.

    Adora gli hamburger del JUDE’s DINNER che si trova giusto dall’altra parte della strada di fronte al suo ufficio e i pranzi dalla madre.

    Brian: Il collega di James, ucciso da quest’ultimo durante una irruzione in un covo di malviventi a Los Angeles.

    Brian e James erano due investigatori del LAPD, sezione antidroga.

    Brian, 35 anni, era uno sbruffone, che se ne infischiava delle regole e puntava alla promozione anche soprassedendo su queste. Faccia furba e sicuro di se.

    Melissa Torres: la speaker della radio locale di Wexdale, il paese dove si ambienta la storia.

    Melissa è messicana. Una bellissima donna, avvenente. 25 anni

    Le sue labbra sono carnose e i suoi capelli sono neri e mossi. Fuma ma non troppo, e forse è proprio questo a rendere la sua voce molto sexy. Ha uno sguardo che può leggerti dentro ed un sorriso perfetto. Formosa, ma severa nel vestire.

    Le tematiche trattate

    La storia è un mix tra un road movie, un thriller e un film di genere pulp. All’interno si possono leggere le allucinazioni del protagonista, si può correre sulla sua auto verso il confine, ascoltando le canzoni del Rat Pack. Si può cercare di capire la sua psiche e cosa lo muove.

    Il tempo e il luogo dell’ambientazione

    La storia inizia nei dintorni di San Diego, in una piccola cittadina di confine, per spostarsi poi a Tijuana, in Messico. il tutto avviene ai giorni nostri.

    Lo stile grafico

    Il disegnatore ha influenze che si muovono tra il manga e l’underground americano, strizzando l’occhio a Paul Pope.

    Prezzo e reperibilità

    Il prezzo è 9 euro e il volume è pubblicato dalle edizioni BD, acquistabile quindi sia in fumetteria che in libreria.

  • PQSPECIAL EDITION: SERGIO BONELLI

    Pubblicato il 29th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    PQeditori ha deciso di realizzare in collaborazione con la redazione romana di Fumettandoblog un piccolo video,  per far un modesto omaggio alla memoria di un grande uomo. Senza di lui, padre spirituale di tutti i fumettari italiani, la parola fumetto non poteva avere lo stesso significato in Italia, grazie Sergio.

    Cliccando su questo link vi collegherete alla nostra web-tv e potrete vedere e commentare  il video:

    http://comixtv.altervista.org/pagina-431269.html

    La redazione

  • PQEDITORI VI PRESENTA PIERPAOLO PASQUINI

    Pubblicato il 29th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Ci parli della sua formazione

    Pierpaolo Pasquini: Mi chiamo Pierpaolo Pasquini, ho 43 anni e da solo un anno e mezzo ho deciso di rituffarmi nel mondo dei comics non più come disegnatore ma stavolta anche come autore e sceneggiatore. Nella mia carriera artistica c’è stato però un buco di quindici anni. Forse all’inizio tutto si è sviluppato troppo in fretta e forse non c’era la testa giusta per affrontare questo difficile mondo. Comunque non sto qui a raccontarvi cosa è successo nel buco temporale, se no vi tedierei e non avreste puù la voglia di continuare a leggere.
    La prendo un pò corta… dunque a sei anni (hahahaha) mia nonna mi faceva passare i pomeriggi a disegnare nell’attesa che mia madre e mio padre tornassero da lavoro. Amavo ricopiare le copertine di Topolino. Facevo disegni su disegni e consumavo camion di Carioca e pastelli. Fino ai 10 anni. Quando passando davanti alla solita edicola dell’ormai buonanima signora Fernanda (ricordatevi questo nome!!!) l’occhio non mi cade su albi più grandi e più colorati di Topolino… Avevo scoperto i super-eroi. L’imprinting (come le papere) l’ho avuto con l’albo dei Fantastici quattro e 142 “Attak” (non la famosa colla) dell’Editoriale Corno e il colore arancione della cosa mi attirava. Cominciai così a ricopiare le vignette oltre che a leggere albi dei super-eroi. Crescendo, alle superiori, mi dilettavo a prendere in giro i miei cari professori mettendoli sottoforma di caricature. Cominciavo a “pubblicare” già le vignette che riprendevano i momenti clou della vita della classe V E. Poi partì per il militare e dopo un anno passato nelle armi (aeronautica) mi ritrovai all’edicola della mitica signora Fernanda. Questa signora parlando con un mio parente scoprì che sapevo disegnare e una volta, mentre stavo comprando un fumetto, mi chiese perchè non avevo pensato di iscrivermi alla Scuola internazionale di Comics che all’epoca stava due traverse dietro casa mia. Così feci. Mi iscrissi e il secondo anno già pubblicavo. I miei amici di corso avevano creato una serie chiamata Dark Side e a me è toccata la storia che narrava le origini del personaggio principale ovvero quel Pietro Battaglia che ha fatto poi la fortuna dei miei compagni di corso Roberto Recchioni e Massimiliano Leonardo (Leomacs). Dopodicè le nostre strade si divisero. Io non contento ho creato insieme ad un mio amico sceneggiatore Daniele Della Pietra una miniserie di 4 numeri autoprodotta che narrava le gesta di Cancer una spia super potenziata alla quale, un’agenzia segreta deviata, fa credere di essere un malato terminale e invece, con la scusa di curarlo, ne fanno un’arma da utilizzare a livello di guerriglia . Poi iniziò il periodo di black-out.

    A quale scuola grafica o artista si ispira

    Pierpaolo Pasquini:  I miei autori preferiti sono Magnus e Alan Davis. Mi rifaccio molto al loro modo di disegnare. Il primo è un genio che sarà difficile rivedere presto, anche se ci sono bravissimi disegnatori in giro. Ogni vignetta di Magnus è “la vignetta”. Alan Davis per me è invece un genio nell’aver rivisto e corretto il modo di disegnare i super eroi. Molto dinamici. Le scene di lotta poi… sembra che gli attori (i personaggi) danzino invece di picchiarsi. Un’altra cosa che mi colpisce di lui è che riesce anche a dare molta espressività ai volti dei personaggi da lui disegnati.

    Qual’è secondo lei la caratteristica principale del suo tratto

    Pierpaolo Pasquini:Il mio tratto è molto supereroistico e le influenze dei Maestri su citati lo hanno caratterizzato. Poi nel caso di Penombra essendo un horror si gioca ad appesantire le vignette con molti neri e un’inchiostrazione molto più marcata.

    Ci parli delle sue prime esperienze nel campo fumettistico

    Pierpaolo Pasquini: Ho iniziato a pubblicare nel 1994 su un albo della Phoenix intitolato Dark Side dove narravo le origini di Pietro Battaglia. Poi nel ’95 ho pubblicato una mini di 4 numeri intitolata Cancer. Attualmente sto collaborando con una rivista di Ladispoli, “Il curioso”, che mensilmente mi pubblica delle vignette umoristiche.

    Come nasce Penombra

    Pierpaolo Pasquini: Il progetto Penombra nasce dalla mia voglia di rientrare in gioco. In effetti ho iniziato con Dark Side, dove si parlava di vampiri, e quindi perchè non rientrare con una storia di vampiri, streghe, demoni e licantropi? Mi sono guardato in giro ed ho notato film su vampiri, libri su vampiri… Quindi mi sono detto perchè non sfruttare il tema del momento?

    Come nasce il personaggio di Eros

    Pierpaolo Pasquini: In più era il momento di X-FACTOR in tv dove c’era la figura carismatica di Morgan. Perchè no? Mi serviva un vampiro e chi meglio di lui ti da l’idea del vampiro? Tramite un’amica in comune gli ho scritto e gli ho fatto sapere che stavo per pubblicare Penombra e che stavo ispirandomi al suo personaggio. Si dice che chi tace acconsente e quindi mi son sentito tranquillo di portare avanti il mio progetto.

    Perchè ha scelto di ambientarlo a Roma

    Pierpaolo Pasquini:Poi mi serviva l’ambientazione. Una storia di vampiri e streghe doveva avere uno sfondo esoterico importante. Fino ad oggi nessuno aveva pensato di sfruttare Roma in un fumetto a parte qualche sporadica testata vedi “Valter Buio“. Roma con la sua storia, le sue luci e le sue ombre. E poi la Chiesa presente. Quindi la classica contrapposizione tra bene e male. Ma perchè stereotipare il bene? Probabilmente di solito chi pensiamo sia buono nei fumetti molto spesso risulta il contrario e lo stesso può valere per il cattivo che tutti pensano tale manifestersi al contrario buono. E basandomi su questa teoria ho scritto la prima storia di Penombra: un nuovo inizio, dove ho cercare di fare un cappello presentando superficialmente tutti i personaggi tra cui quello che diverrà. nel secondo capitolo di Penombra: anime morenti, il personaggio principale cioè Eros Castaldi (Morgan). Per fortuna ho incontrato in questo percorso un amico che si sta occupando della sceneggiatura delle ultime tavole del prossimo capitolo e del numero successivo, perchè scrivere e disegnare è davvero difficile. Il suo nome è Renato Umberto Ruffino.

    A chi sono ispirati i vari personaggi

    Pierpaolo Pasquini: Dentro Penombra girano vari personaggi. Devo dire la verità che non mi sono solo limitato ad ispirarmi a Morgan. I comprimari sono stati presi dalla mia vita di tutti i giorni. Tipo: per la vampira cattiva Sylvia mi sono ispirato ad una ragazza che fa la cassiera in un ferramenta, per Ester mi sono ispirato ad una mia ex vicina di casa e per la sua amica Manuela a una mia vecchia amica. Devo dire la verità ho inserito un amico fraterno in una vignetta dove c’è un ragazzo che accende una candela in una chiesa. Lui è il Santo raffigurato nel quadro. Una cosa importante è che comunque l’azione si svolge per lo più alla Garbatella che è facilmente riconoscibile dalla torre dove Sylvia ricerca coi suoi poteri Eros e dalle casette e chiesette che si vedono sugli sfondi delle vignette e dalla fontana magica Carlotta.

    Cosa ne pensa delle attuali produzioni cinematografiche sul tema vampirico

    Pierpaolo Pasquini: Per ritornare ai film sui vampiri, trovo giusto che questi siano stati rivisti e corretti in chiave moderna. A volte dandogli un taglio supereroistico. Su twilight la genialata non è tanto la melensa storia d’amore tra i due protagonisti ma il fatto che ogni vampiro ha un super potere che lo caratterizza sugli altri. Si questo mi piace.

    Ci parli dei sui progetti futuri

    Pierpaolo Pasquini: Per il futuro ho progetti che non so se si materializzeranno. Questo dipenderà dal mio lavoro che da adesso in poi dovrà essere sempre più di alto livello. Spero di avere la lucidità mentale la predisposizione giusta e il tempo giusto per fare tutto. Per prima cosa mi piacerebbe che Penombra possa trasformarsi in una serie ma dovrò trovare qualche casa editrice che possa avere la voglia e la possibilità di produrlo. Parallelamente a Penombra sto studiando un altro progetto che non c’entra nulla coi vampiri e mensilmente sto fornendo delle vignette umoristiche ad un giornale che esce a Ladispoli “Il curioso“. Vorrei fare tante cose e vorrei che questo diventasse il mestiere principale della mia vita e non più una “passione”. Ma bisogna lavorare duro e io mi sto rimboccando le maniche.

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

  • PQNEWS: SEMPRE PIU’ GRANDI

    Pubblicato il 28th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Cari lettori, rinnoviamo il nostro consueto appuntamento quotidiano. Vi comunichiamo che domani sarà presente sul nostro sito l’intervista in esclusiva assoluta a Pierpaolo Pasquini, che ci parlerà del suo ultimo lavoro, Penombra. Venerdì, da non perdere, l’articolo su una nuova graphic novel intitolata Bullet Ballad, che vi sorprenderà per stile e atmosfere.

    PQeditori è lieta di informarvi che è nata la sua “web-tv“, volta ad offrire sempre maggior contenuti, come sempre free.

    Un grazie di cuore per l’affetto dimostratoci, perchè è grazie a voi che siamo diventati sempre più grandi. Tra poco altre grandissime novità.

    La Redazione

  • LORENZO CELLI RACCONTA DON GIGINO

    Pubblicato il 28th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Il fumetto da molti viene visto come un genere di  puro intrattenimento, un modo semplice ed economico per passare un pò di tempo libero, ma non è sempre vero. Basta pensare a lavori come V for Vendetta per ricredersi. Noi vi vogliamo presentare una graphic novel, che sicuramente darà fastidio a molti,  Don Gigino che ama ogni bambino, che tratta il difficile e spinoso tema della pedofilia nel mondo ecclesiastico.

    Il bravo e coraggioso Lorenzo Celli ci racconta la sua creatura:

    Lorenzo Ragno Celli:Il personaggio principale, è Don Gigino, prete pedofilo con origini tedesche, basta sentire il suo modo di parlare, la cui caratteristica è avere sempre sotto il suo abito talare un bambino o anche di più. La tematica, è la pedofilia nel clero,argomento mai portato veramente alla luce e di cui tutti  fanno finta di non vedere.  E’ ambientato ai nostri giorni, in luoghi che richiamano i classici  luoghi ecclesiastici, chiesa, oratori, sagrestie e via dicendo, luoghi in cui normalmente i nostri bambini dovrebbero essere al sicuro, ma che invece molte volte sono risultati luoghi infernali per le povere vittime.  Lo stile che ho cercato, è molto scarno e cattivo, essenziale per non far distrarre dalle battute che vi sono, classico sistema della satira . Le curiosità sul personaggio è la sua caratteristica, la sua lingua biforcuta che fa da contrasto alla sua aureola , che vanno  a indicare che ognuno , anche chi non si direbbe mai , può essere il “ Mangiafuoco “  di turno!

    Di Ivano Garofalo


  • PQEDITORI PRESENTA: FABIANO AMBU

    Pubblicato il 27th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Per gli amanti del sangue e delle serie vampireche, per tutti coloro che sanno riconoscere il disegno d’autore, oggi siamo lieti di presentare una delle migliori matite italiane, che riesce a realizzare delle avventure dampyriane  assolutamente uniche, come è unica per bellezza la sua Tesla. Qui per voi il “tormento ed estasi” della china, il grande Fabiano Ambu.

    Ci parli della sua formazione

    Fabiano Ambu: Ho frequentato l’accademia di belle arti per quattro anni, poi ho acquisito un diploma come architetto d’interni presso lo Ied (Istituto Europeo di Design). Il fumetto è sempre stata la mia passione, quando mi trasferii a Milano da Cagliari, andai in Bonelli e presentai alcune tavole, dopo quattro anni venni chiamato sulla serie su cui speravo di lavorare, cioè Dampyr.

    A quale scuola grafica o artista si ispira

    Fabiano Ambu: Guardo molto i fumettisti classici come Toppi, Battaglia; attualmente mi piace molto J.H.Williams III, che lavora per la DC Comics su Batwoman e Batman. Per quanto riguarda gli sfondi e le ambientazioni guardo il fumetto francese ma diciamo che osservo un po’ tutti gli stili e le soluzioni grafiche. Posso però affermare con certezza che la maggiore influenza sul mio tratto è data dalla passione verso le opere di Dino Battaglia.

    Quale ritiene essere l’elemento caratterizzante del suo tratto

    Fabiano Ambu: Credo che il mio tratto si caratterizzi per essere sporco, tendo molto ad utilizzare i neri e i grigi, per questo Dampyr è una serie che si adatta perfettamente alle mie caratteristiche stilistiche. Più avanti vorrei utilizzare una matita più pulita, sempre se il mio carattere me lo concede.

    Ci parli delle sue prime esperienze lavorative

    Fabiano Ambu: La mia prima esperienza lavorativa è stata L’Insonne con Giuseppe Di Bernardo.
    Giuseppe è un disegnatore di Diabolik, ha creato e sceneggiato le avventure di Desdy Metus (L’Insonne), questo fumetto ha dato visibilità a tanti disegnatori emergenti. Quando arrivai su L’Insonne era alla seconda edizione, devo dire che è stata dura perché credevo di poter fare tranquillamente 94 tavole, alla fine per completare il tutto mi dovettero affiancare un altro disegnatore, da giovani si pensa di spaccare il mondo eh eh. Il mio tratto allora era diverso rispetto ad oggi in quanto le matite erano più pulite e il tratteggio ancora acerbo, ma già si intravedeva qualcosa del mio stile attuale.

    Come è stato il primo impatto con il personaggio (Dampyr)

    Fabiano Ambu: Devo dire che graficamente Tesla e Kurjak li ho catturati subito, mentre il più complicato è stato proprio disegnare Harlan, malgrado fossi un accanito lettore.
    Ho cominciato a leggere Dampyr dai primi numeri, tanta era la passione per la serie che sono le uniche prove Bonelli che ho presentato, volevo realizzarne una storia a tutti i costi.
    Inoltre, io amo il modo di scrivere di Boselli, in realtà volevo lavorare su Harlan proprio per collaborare con lui e continua ad essere una grande esperienza formativa lavorare con Mauro ( Boselli), è testardo e orgoglioso quanto un sardo per questo ci lavoro bene. Harlan è complesso da disegnare, perché non è il classico bello, i tratti del volto sono particolari.

    Ci parli della casa di Faust

    Fabiano Ambu: La casa di Faust si trova a Praga ed è stato bellissimo sapere di lavorare ad un storia di Dampyr con quest’ambientazione. Su questa storia ho un aneddoto carino da raccontare, non avevo mai visto questa struttura, quindi mi dovevo basare su alcune fotografie, ad un certo punto per riequilibrare una vignetta dovetti disegnare un albero. Mauro Boselli mi disse – sé l’albero non c’è in quella piazza, lo devi togliere dalla vignetta – e alla fine, non sapendo se l’albero c’era o meno lo tolsi. Quando andai a Praga, andai a visitare questo posto “e l’albero c’era veramente”, questo per capire quanto è meticoloso e curato il lavoro su Dampyr e quanto rispetto c’è per i lettori. Devo dire che è stato un lavoro impegnativo, perché ho rappresentato personaggi in costume e ho dovuto, oltre la documentazione allegata alla sceneggiatura, fare molte ricerche ma per un ex scenografo è l’aspetto divertente del mestiere.

    La forza di Dampyr è la continuità degli intrecci narrativi, come cerca di far collimare il suo tratto con i disegnatori che l’hanno preceduta

    Fabiano Ambu: No, questo problema non si pone. Le ambientazioni devono essere simili in tutti gli albi, lo stile invece cambia, sono convinto che sia questa la forza di Dampyr, realizzare atmosfere gotiche, nebbiose ma dove ogni disegnatore può esprimere le proprie caratteristiche. Basta guardare Alessandro Bocci, che ha un tratto pulito e lineare, mentre io ho un tratto più sporco e graffiato, oppure Santucci, che invece utilizza delle inquadrature molto dinamiche ed un tratto alla Neal Adams.
    Dampyr è una serie che vanta veri talenti del fumetto e sono felice di far parte dello staff.

    Secondo lei cosa manca a Dampyr per raggiungere lo stesso successo editoriale di Tex o Dylan Dog

    Fabiano Ambu: Tex è come Superman, sono personaggi che fanno parte dell’immaginario collettivo, sono radicati in generazioni e generazioni di lettori. Per quanto riguarda Dylan Dog credo che sia stato molto importante il periodo storico in cui è nato, in quegli anni la gente voleva l’horror lo splatter e Sclavi è stato un maestro ad offrirgli tutto questo con splendide ambientazioni surreali. Sinceramente, credo che Dampyr non sia qualitativamente inferiore a queste testate lo dimostra che dopo dieci anni è ancora in salute ed in edicola.

    Quando vi sono contrasti sulla tavola come risolvete il problema

    Fabiano Ambu: Quando lavori con uno sceneggiatore/editor com’è Boselli l’ultima parola spetta a lui, di solito non abbiamo particolari discussioni. Può capitare di proporre un’inquadratura diversa rispetto alla sceneggiatura e la si valuta insieme se funziona. Con la redazione ho un ottimo rapporto, devo dire che l’ambiente Bonelli è molto familiare non ci si può trovare che bene.

    Ci parli dei suoi progetti futuri

    Fabiano Ambu: Adesso sto ultimando una storia di Dampyr, ho un con la Star Comics per una miniserie dove sono il creatore grafico e realizzo le cover. Mi dedico anche all’Artists Alley il gruppo di cui facciamo parte io, Marco Santucci e Alessandro Bocci, attraverso lo stand presente nelle varie fiere del fumetto diamo vita alle nostre auto produzioni, questo ci permette di sperimentare nuovi stili grafici.

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

  • THE PRINCE OF IDEAS

    Pubblicato il 26th settembre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Stiamo parlando del mitico Giuseppe Cafaro alias JOKER… (Pugliese doc) Uno dei più poliedrici artisti italiani che spazia a 360° nel campo dell’arte ma in particolar modo, in quello dei fumetti. In questo articolo comunque vogliamo dare spazio al Joker fumettista e alle sue tante creazioni, tra le quali pubblichiamo le migliori. Cominciamo dal 1994 quando Giuseppe JO crea il suo primo fumetto, Stanky Jack. Un bellissimo poliziotto americano semi serio, che assume poteri straordinari mangiando una ciambellina energetica. Attualmente, questo personaggio ha invertito il nome diventando JACK STANKY per scelta dell’autore. (http://www.byjo.it/jackstanky.htm) Quattro anni dopo tra tanti personaggi ne nasce un altro, e cioè I MARTIAN BROS. Questo fumetto è ancora in fase di sviluppo. (http://www.byjo.it/martianbros.htm) Dieci anni dopo nasce dalla fervida mente del Joker un altro fumetto d’eccezione, stiamo parlando dei TORMENTINI®. Un fumetto per bambini. E’ stato anche creato un video pilota da presentare ai produttori, per vederlo, cliccate su questo link: http://www.youtube.com/watch?v=n7L490nB23c, comunque anche questo è un progetto in fase di sviluppo. (http://www.byjo.it/itormentini.htm) Nello stesso anno nella contorta mente di Giuseppe Cafaro nasce un altro capolavoro, gli IRON COPS®. Serie a fumetti che parla delle eroiche gesta di super poliziotti in lotta contro il crimine. Sono usciti già 2 albi e ne sta uscendo un secondo che è in fase di lavorazione con la collaborazione del maestro Max Cimato e del suo sceneggiatore (Francesco Orlando). (http://www.byjo.it/theironcops.htm o su http://theironcops.blogspot.com/) Invece, proprio di recente sono nati come se non bastasse, altri due capolavori. Uno si chiama EVIL LAND, in collaborazione con lo sceneggiatore Francesco Catalano, e l’altro si chiama XAM PUNCH, quest’ultimo, in collaborazione con RX e Giò. Entrambi sono in fase di lavorazione ma mentre il primo è un fumetto, il secondo è un progetto per un cartoon per bambini. Un altro grande progetto del Joker, è un marchio di moda ispirato al mondo dell’Egitto. Si chiama RA, come la divinità egiziana. Anch’esso in fase di lavorazione.

    Tutti i personaggi riprodotti nelle immagini sono protetti da   ©Copyright di Giuseppe Cafaro. Vietata la riproduzione (anche parziale) senza il consenso scritto dell’autore. Per scrivere all’autore: [email protected]

    Potete trovare l’intervista a Giuseppe Cafaro http://pqeditori.altervista.org/gli-iron-cops-invadono-pqeditori-con-giuseppe-cafaro/

    La redazione

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