Crea sito
Liberty space
Icona RSS Icona email
  • PQEDITOR

    Pubblicato il 11th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    DA OGGI CI POTETE SEGUIRCI SU http://pqeditor.altervista.org/.

  • PQEDITORI PRESENTA: “AMO I FUMETTI”

    Pubblicato il 11th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Girovagando sulla rete è possibile individuare decine di realtà connesse al mondo del comics, se consideriamo un grande network come Facebook, che tra pagine e gruppi dedicati all’argomento, le realtà si moltiplicano. Certo questo non vuol dire che tutti siano uguali, anzi molto spesso in questo pulviscolo si possono individuare delle realtà molto interessanti. A tal proposito vorremmo farvi conoscere un gruppo nato su Facebook, grazie all’impegno di Alessandro Alecci, che si chiama “Amo i fumetti”.  Molti di voi si chiederanno, perché dovrebbe essere migliore o comunque preferibile ad altri?

    La risposta a questo quesito è estremamente semplice, infatti, in questo gruppo chiunque può parlare o inserire link degli argomenti più vari, non siamo, come spesso capita in una realtà monotematica, inoltre offre la possibilità a molti disegnatori di esporre le proprie creazioni.

    Un aspetto che ci piace sottolineare è la capacità da parte di questo gruppo di essere in rete con altre realtà sia nazionali che estere come:

    http://www.acidi.biz/acd/wp-content/uploads/2011/03/amo-i-fumetti.jpg

    http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/187772_197975766890740_2761611_n.jpg

    http://www.shockdom-store.com/50-category/acd.jpg

    Il che lo rende un ideale mezzo di comunicazione delle proprie idee.

    La Redazione

  • PQSPECIAL: PASQUALE QUALANO

    Pubblicato il 11th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Per la rubrica “Uno sguardo d’autore” il celebre scultore e disegnatore Pasquale Qualanoci introduce al processo molto complesso che si nasconde dietro ad una cover di successo.

    Per poter gustare oltre 40 lavori dell’artista potete recarvi presso la medioteca di Cava de’Tirreni, dove il 15 e 16 ottobre ci sarà una mostra monografica dedicata a Qualano, per chi non potesse venire seguitela in diretta su  http://comixtv.altervista.org.

    Pasquale Qualano: Solitamente è l’ editore a darti il tema della cover con una sinossi della storia dell’ albo.

    Dopo un attenta lettura cerco il momento saliente della storia da rappresentare.

    Inizio con una serie di bozzetti  (molto schizzati e veloci) ) calibrando gli ingombri della cover.

    Successivamente, cernito i  bozzetti ne ricavo una serie di layout più definiti, cercando

     l’inquadratura migliore, portando l’attenzione del lettore  al punto della cover più saliente.

    Nella fase successiva invio i layouts all’ editore, a lui’ l’ardua sentenza nello scegliere la bozza.

    A ricevuta risposta dall’editore ,ridisegno la cover e successivamente passo in fase di clean-up,dove ripulisco le matite , la cover completa torna all’ editore, il quale dopo l’approvazione la passa al colorista.

    Dopo una certa esperienza come cover artist posso dire che una cover di successo dipende anche da quanto ti senta in sintonia con il tema che stai illustrando e la sua buona riuscita è anche  merito del colorista che deve saper evidenziare le caratteristiche del tuo disegno!

    Di Ivano Garofalo

  • PQNEWS

    Pubblicato il 8th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Cari lettori alla soglia di questo week-end un po’ freddino cercheremo di riscaldarvi con una domenica infuocata di news e una sorpresa speciale per i nostri lettori.

    Tra le tante iniziative che stiamo preparando, domani non perdete il primo appuntamento con lo special di Pasquale Qualano, non dimenticate che il 15 Ottobre sarà possibile seguire l’esposizione del celebre artista attraverso  http://comixtv.altervista.org/.

    Buon week-end

    La Redazione

  • PQSPECIAL: DANIELA DI MATTEO

    Pubblicato il 8th ottobre, 2011 pqeditori 5 commenti

    Ritorna il nostro appuntamento con la talentuosa Daniela Di Matteo, che ci porterà nell’universo del grande fumetto francese, introducendoci a due elementi molto particolari come il movimento e la caratterizzazione dei personaggi.

    Daniela Di Matteo: Dato che, parlando in senso generale, nel fumetto francese le storie narrate sono tendenzialmente “vivibili” per il lettore, o comunque hanno alla base delle tematiche molto prossime alla vita dell’uomo comune, anche le pose dei personaggi sono più naturali e spontanee. Per questo credo che lo studio dal vero possa essere molto utile, per capire a fondo quello che è il movimento di un corpo umano e non. Inoltre trovo molto rilassante poter fare questo genere di studio disegnando i passanti mentre si è seduti al tavolino di un bar o in un vagone della metro…
    Queste possono rivelarsi anche delle buone occasioni per stimolare la propria creatività nella caratterizzazione dei personaggi. Infatti, si possono incrociare persone con volti ed espressività davvero molto particolari… In effetti, penso che uno dei punti di forza per la caratterizzazione di un personaggio sia proprio la somaticità del volto ed è a questo in particolare che rivolgo la mia attenzione quando ne concepisco di miei.
    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

  • SPIDERMAN: DA UN PERSONAGGIO BRILLANTE, DERIVA UNA GRANDE POPOLARITA’

    Pubblicato il 6th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento
    Se si vuole parlare dei “Kolossal” del fumetto, uno dei primi ad essere citato è Spiderman, l’uomo ragno, nato dalle menti di Stan Lee e Steve Dikito. Se andassimo in giro a chiedere, NESSUNO potrebbe dire di non aver letto qualche albo della collezione o di non aver visto la versione cinematografica; il supereroe, infatti, gode di un’enorme popolarità che lo porta al terzo posto sulla classifica della Wizard Magazine dei 200 migliori personaggi di tutti i tempi. Ma se dovessimo chiedere nello specifico chi è Peter Parker? Beh, per descrivere il Main Character dobbiamo tener conto delle sue caratteristiche di uomo comune. Perché Peter è essenzialmente un adolescente brillante, con i suoi problemi sociali e familiari al quale vengono conferiti straordinari poteri, dopo l’accidentale morso di un ragno radioattivo. Ma “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”; il giovane si rende conto di questa realtà solo dopo aver superato l’omicidio dello zio Ben, ecco come, dunque, decide di impiegare i suoi poteri per aiutare i più deboli, faccenda che lo mette, però, infinitamente nei guai sul piano relazionale, lavorativo e familiare, ed ecco perché è così facile lasciarsi coinvolgere dalle pagine dei suoi albi: egli è un eroe che deve affrontare in primis le sue barriere psicologiche e solo in secundis, può combattere le ingiustizie della società.
    Di Giusy Ianniello
  • PQEDITORI PRESENTA: DAVIDE BRIDA

    Pubblicato il 4th ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Oltre  hai campioni del disegno italiano cerchiamo di proporvi alcune nuove leve, che fanno ben sperare nel futuro, oggi è il turno di una di queste. Stiamo parlando del giovane sceneggiatore e disegnatore Davide Brida, un concentrato di estro che potete ammirare nei lavori della Mad Monkey Studio.

     Ci parli della sua formazione

    Davide Brida: Posso dire che la mia passione per il fumetto è nata quand’ero piccolo.
    Il primo impatto è arrivato con i cartoni animato e solo dopo i fumetti.
    Questa passione mi ha portato a frequentare, prima una scuola di grafica e solo in un secondo memento ho pensato di frequentare La Scuola del Fumetto di Milano.
    Anche se sono due mondi e professioni ben distinte, cerco di far confluire le nozioni una nell’altra.
    Cercando di creare qualcosa di diverso da quello che si vede in edicola o nei negozi specializzati.

    Quale scuola grafica o artista ha influenzato maggiormente il suo lavoro

    Davide Brida: Come accennato prima, cerco di rendere uno stile grafico e sintetico, per via della mia formazione grafica.
    Al contrario di chi è più accademico e cerca di arricchire, a volte anche troppo, il disegno.
    Seguo certe caratteristiche tipiche dei manga o certi stili americani, che rispecchiano il mio ideale di sintesi.
    Cerco di capire quale ragionamento c’è dietro ad una semplificazione e la adatto a quello che so fare.
    Il puro ricalco non serve a nulla, visto che sia il pubblico che gli editori se ne accorgono.
    Per fare dei nomi Akira Toriyama, Go Nagai, Stuart Immone, Kieron Dwyer e John Romita Jr.

    Quale ritiene essere la fase più complessa nella realizzazione di una tavola

    Davide Brida: Sicuramente la parte più complessa è lo storytelling delle tavole.
    Come per i registi, è complesso riuscire a trasmettere emozioni, di qualsiasi tipo, con delle scene “finte” (visto che si tratta di un film, quindi finzione) e in maggior ragione in un fumetto.
    Costruire l’inquadratura giusta, gestire la presenza scenografica etc. etc. sono gli elementi più difficili da gestire. In più tutto questo deve svolgersi lungo una serie di scene e c’è sempre il rischio che magari un’azione, gestita anche bene, a qualcuno comunica qualcosa, mentre ad altri non suscita nulla.

    Come sceneggiatore da dove cerca si prendere spunto per realizzare una trama avvincente

    Davide Brida: Qualcuno più intelligente di me ha detto: “noi siamo il frutto delle nostre esperienze” e credo fermamente in questa visione dell’esistenza.
    Se una persona ha letto molti libri, ha visto molti film, mostre fotografiche… Vuol dire che nel suo cervello ha immagazzinato una quantità tale di informazioni che gli permettono di andare avanti.
    Avendo queste basi, poi basta anche una piccola cosa per far scattare la scintilla.
    Una notizia al telegiornale, un articolo che hai letto su una rivista, qualcosa che ti ha interessato di un documentario, oppure, come succede spesso, quando vedi un film e ti dici: Io lo farei così!
    In più c’è la genialità di riuscir ad afferrare delle idee che sono già presenti nell’aria.
    Per via di una situazione politica o religiosa.
    In questo i narratori di genere sono dei cani da tartufi.
    Non a caso in un momento storico dove nulla è certo, dove non si sanno più chi sono i cattivi e i buoni, le storie di super eroi vendono bene sia nelle fumetterie che nei cinema.

    Vi è un autore di fumetti al quale si ispira

    Davide Brida: Dirò un’eresia, ma non mi ispiro ad altri autori.
    Perlomeno non nel mondo del fumetto.
    Mi ispiro a scrittori che ho conosciuto quand’ero ragazzo:
    Clive Barker, Ian Flaming, Richard Matheson (Io sono leggenda è uno dei romanzi di genere più belli che siano mai stati scritti), Pierre Boulle e Jack Finney…
    Oltre a registi che ormai hanno fatto la storia.
    Sopra a tutti Alfred Hitchcock, John Carpenter, Joe Dante, Spielberg…
    È sempre stato un ciclo continuo: una volta i fumetti e i romanzi cercavano di prendere la narrativa e le atmosfere dei film, oggi come oggi sembra essere il contrario.
    Forse per mancanza di idee.

    You are alive come nasce

    Davide Brida: Sono un appassionato di film di genere e in particolare di horror.
    La malattia incontrollabile, i morti che ritornano in vita per farcela pagare… sono sempre stati dei tarli che mi hanno martellato nella testa.
    I vampiri e i lupi mannari sono delle creature partorite dalla nostra mente, ma la psicosi di una malattia o una peste nera che rischia di decimare la razza umana è storia e una cosa molto attuale.
    Quindi molto più realistica di quello che si pensi.
    Ora non dico che domani vi svegliate e i vostri vicini si sono trasformati in zombie.

     Conclusa la premessa passiamo alle cose concrete.

    Il progetto è nato nel lontano 2002.
    L’attentato alle torri gemelle produceva ancora i suoi effetti.
    Un certo Danny Boyle sconvolge il mondo riportando alla luce in modo serio e concreto, la paura di un’infezione.
    E li mi sono chiesto come sarebbe bello se qualcuno facesse una serie dedicata solo al mondo degli zombie.
    Così ho iniziato a pensarci e a scrivere e a riscrivere, poi purtroppo le esigenze della vita ti portano a dedicarti a cose concrete (il lavoro) e la cosa era stata accantonata.
    Qualche anno dopo si sentivano arrivare degli echi di una serie americana che stava spopolando: The walking dead. Finalmente qualcuno l’aveva fatto.
    Allora capii che le mie idee si potevano portare su carta da disegno.
    Così è iniziata la produzione, solo che non volevo delle storie iper realiste come nella serie americana, volevo qualcosa di vecchio stampo. Volevo l’avventura, non la sopravvivenza.
    Naturalmente anche quest’ultima c’è, in fondo è sempre un mondo pieno di zombie.
    Non volevo personaggi che si piangessero addosso o che facessero filosofia.
    C’è un mistero, qualcosa che mi stimola e c’è uno zombie che mi sbarra la strada?! Beh, prendo una trave o qualsiasi cosa che posso usare come un’arma e inizio a spaccare crani.

    Quale è stata la fase più critica della lavorazione della suddetta opera

    Davide Brida: Sicuramente la fase editoriale, rispetto a quella produttiva.
    Come quelli del settore sanno ci sono spazi e tempi da calcolare e da rispettare. Per non parlare dei costi.
    Questo mette delle briglie e dei freni alla creatività.
    Non mi sto lamentando, visto che ho avuto carta bianca su tutto, ma un conto è avere 64 tavole su cui puoi raccontare un altro conto è averne a disposizione 120, dove si può raccontare tutto.
    Lo storytelling che dicevo prima.

    Ci parla del suo rapporto con Stefano Leandri e Vincenzo Raimondi, gli altri creativi della MMS

    Davide Brida: Sono amici, collegi… Sicuramente li inviterò al mio matrimonio. Scherzo.
    È una cosa che non avverrà nel prossimo futuro.
    Che dire, sono due scalmanati e psicopatici del fumetto come me.
    Ci conosciamo da anni, abbiamo fatto assieme la scuola del fumetto di Milano.
    Una volta usciti dal grembo protettivo della scuola ci siamo trovati in un mare aperto pieno di squali. Chi fa questo mestiere sa di che sto parlando.
    Dopo varie truffe e raggiri ci siamo fermati a riflettere: se Maometto non va alla montagna…


    Così al posto di stare a lamentarci e pensare a quello che non va come fanno molti, ci siamo inventati il MMS.
    Così questa volta eravamo noi gli squali.
    Ora, siamo giovani e anche con poca esperienza, però abbiamo la coscienza accogliere tutte le critiche sia dagli altri editori, sia dai professionisti e soprattutto dai fan.
    Come gruppo cerchiamo di coprirci a vicenda, come nei team di lavoro.
    Abbiamo personalità e un modo di vedere le cose uno diverso dall’altro, ci rispettiamo, molte volte ci dobbiamo venire in contro.
    Avere questi punti di vista esterni, almeno per me, è una cosa positiva perché ti da lo stimolo per cambiare, migliorare e cercare di fare le cose al meglio.

    Un piccolo accenno al suo futuro professionale

    Davide Brida: Adesso sono concentrato sul MMS per cercare di farlo crescere.
    Sto lavorando ai prossimi numeri di You are alive e di M.I. underground e una piccola cosa che uscirà spero a Gennaio.
    Vorrei lavorare o far conoscere i nostri volumi all’estero, questa è una cosa su cui punto.
    La speranza è l’ultima a morire.
    Se alla lettura c’è un editore straniero potete contattarmi!!! Scherzo.

    http://brdentertaiment.blogspot.com/

    http://brd-entertaiment.deviantart.com/

    Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

  • PQNEWS: SIAMO ANCHE IN INDIA

    Pubblicato il 3rd ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Dopo aver scoperto che le nostre interviste erano state tradotte in portoghese e pubblicate per il mercato brasiliano, oggi abbiamo un altra curiosità da rivelarvi, ci ha scritto un messaggio un nostro lettore indiano, vi riportiamo il messaggio:

    How we loved those Martin Mystere titles back here in India. There is a good following for the series, from Tamil Comic fans. Hope to see more of him for English audience too !

    Tornando ai nostri consueti annunci vi volevamo solo ricordare l’appuntamento con Davide Brida per domani e una grandissima esclusiva per mercoledi, che non dovete assolutamente perdere!

    Buona lettura targata PQeditori.

    La redazione

  • PQNEWS: 300 SENZA SEGRETI

    Pubblicato il 2nd ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Cari lettori si rinnova il nostro appuntamento quotidiano con l’informazione targata PQeditori. Volevamo dirvi che domani ci farà compagnia la straordinaria Daniela Di Matteo, mentre martedi sarà la volta di una giovane matita varesina, che vi sorprenderà per le sue qualità tecniche.

    Vi sveliamo due piccole chicche in lavorazione:

    - Uno special dedicato alla serie del momento The Secret.

    - Uno sguardo d’autore ( e che autore) sul numero 300 di Dylan Dog.

    La redazione

  • I MISTERI DEL FUMETTO

    Pubblicato il 2nd ottobre, 2011 pqeditori Nessun commento

    Esiste un personaggio del fumetto americano immerso in una fitta nebbia di mistero, nessuno probabilmente è in grado di dare una risposta a tutti gli enigmi che lo circondano.

    Il personaggio in questione è Capitan America, il solo vederlo ci fa pensare:

    - Perchè è l’unico super – palestrato vestito come il “Grande Puffo“?

    - Perchè in un mondo dove tutti hanno kalashnikov, bombardieri, corazzate e tanto altro ancora, lui va a combattere con uno scudo?

    - Perchè ama cosi tanto i costumi, da che deriva questa sua mania?

    Noi non sappiamo rispondere a queste domande.  Perchè succede tutto questo!Ditecelo! Abbiamo il diritto di saperlo!

    La risposta più simpatica giunta a [email protected] sarà pubblicata domenica prossima.

    Di Ivano Garofalo

Creare blog